Il LEGNO: protagonista in Primavera

Il Legno è l’elemento o movimento, protagonista della Primavera
I collegamenti principali sono con l’organo FEGATO, con il viscere CISTIFELLEA, con gli occhi, le unghie, i tendini e i muscoli.
I collegamenti temporali sono le ore 6.00 del mattino, l’alba, la PRIMAVERA, la giovinezza.

Il movimento del legno ha una caratteristica simile alla luce dell’alba che si espande in tutte le direzioni. Le parole chiave sono: vitalità, sviluppo, nascita, crescita, innesco, esplosione.

Il fegato regola la circolazione della nostra energia vitale e contrasta qualsiasi tipo di blocco.
Tutte le volte che si riscontra un blocco, la parte da trattare è sicuramente quella relativa al riflesso del fegato.

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Massaggio di Natale

Sì, avete letto bene…non voglio lasciarvi un messaggio ma farvi donare un massaggio! Quest’anno, nel gift box BODY MIND SOUL, potrete far scegliere a chi riceverà il vostro pensiero, oltre al classico trattamento di Riflessologia Plantare On Zon Su anche un massaggio a scelta tra massaggio californiano e viso, mani, piedi.

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Il nostro spazio nel mondo

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La nostra posizione non è solo il risultato di rapporti fisici fra segmenti corporei, ma è il nostro modo di essere nel mondo, di “prendere il nostro spazio”. È influenzata da fattori meccanici, da apparati e organi che plasmano e modellano il nostro corpo: un insieme complesso e articolato che si traduce in quella postura che è solo nostra e ci contraddistingue. Come i tronchi degli ulivi presso Ostuni, sulla strada vecchia che dalla “città bianca” va al mare, sono la risposta della natura all’ambiente – un pioppo, con la sua verticalità, lì non potrebbe sopravvivere – anche gli uomini sono meravigliose sculture viventi, modellate dalla vita.
La natura è intelligente e l’adattamento è sempre funzionale. Così anche il corpo rivela, con il suo linguaggio di sintomi e postura, il nostro essere e i vissuti profondi.

Laura Bertelè

Impermanenza

shutterstock_3890854Anche questo passerà – Il racconto dell’anello

Un’antica storia sufi racconta di un re che era sempre combattuto tra la felicità e l’avvilimento. La minima cosa lo turbava e gli provocava un’intensa reazione e la sua felicità si tramutava in delusione e disperazione. Giunse finalmente il momento in cui il re fu stanco di se stesso e della sua vita e iniziò a cercare una via d’uscita. Mandò a chiamare un saggio, considerato un illuminato, e gli disse “voglio essere come te. Puoi darmi qualcosa che porti nella mia vita equilibrio, serenità e saggezza? Ti pagherò qualunque somma tu mi chieda”. Il saggio rispose “Potrei essere in grado di aiutarti. Ma il prezzo è talmente alto che tutto il tuo regno potrebbe non bastare a pagarlo. Ma se tu lo onorerai potrebbe essere un regalo per te”. Il re si dichiarò d’accordo e il saggio se ne andò. Qualche settimana dopo ritornò e porse al re una scatola di giada intarsiata che conteneva un anello d’oro con un incisione nella quale si leggeva “Anche questo passerà”. Il re chiese quale fosse il significato. “Portalo sempre al dito” disse il saggio “qualunque cosa accada, prima di definirla buona o cattiva, toccalo e leggine l’iscrizione. In questo modo sarai sempre in pace”